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Prima di parlare delle opere del mio autore preferito è bene introdurre il mondo entro il quale fa muovere i suoi personaggi. "La Terra di Mezzo" è non a caso la storica ambientazione dei cicli epici della prima letteratura inglese ( vedi Beowulf), si tratta di un mondo fantastico popolato di ogni genere di creature: maghi, elfi, nani, uomini, orchi, spettri, troll, ragni giganti, maestose aquile, uomini-orso... e i piccoli hobbit, fulcro delle storie dell'autore inglese.

Commento di Idril

Lo Hobbit | Il Signore degli Anelli | Il Silmarillion | Il Cacciatore di Draghi | Le avventure di Tom Bombadil | I Racconti Ritrovati | I Racconti Perduti| I Racconti Incompiuti  

Lo Hobbit

AUTORE

J.R.R.Tolkien

TITOLO

Lo Hobbit

EDIZIONE

Bompiani

Primo romanzo fantasy dell'autore, rivolto a un pubblico decisamente infantile, lo hobbit è una sorta di premessa a quella che è l'opera più famosa dello scrittore inglese.
I toni sono quelli leggeri e scanzonati delle fiabe di avventura che un padre può raccontare ai propri figli. Ricco di momenti esilaranti, il romanzo non manca di capitoli coinvolgenti e parentesi profondamente malinconiche che lo rendono adatto anche per un pubblico "più adulto". E' in questo romanzo che comincia la delineazione degli usi e costumi degli hobbit, i piccoli "mezzuomini" dai piedi pelosi e dalla scorza più dura di una noce, che Tolkien amerà descrivere nelle sue storie.
Da segnalare sono poi le canzoni, vera chicca dell'intera opera tolkieniana, che variano dalle allegre ballate dei nani, ai ridicoli canti di guerra degli orchi, alle dolci strofe delle ninna nanne elfiche, per raggiungere il loro culmine con il "canto del re sotto la montagna" dei nani che insieme al leggendario tesoro del loro popolo cercano le proprie radici nella loro terra natale.

Ma passiamo alla trama:
E' una luminosa mattina di primavera quando il signor Bilbo Baggins incontra il misterioso stregone Gandalf: da questo momento la sua vita non sarà più la stessa. Un allegro gruppo di tredici nani è in cerca di uno scassinatore che li accompagni nell'impresa della riconquista del tesoro del proprio popolo, custodito dal terribile drago Smaug nelle gallerie sotto la Montagna Solitaria nel cuore delle Terre Selvagge. I quindici dovranno combattere contro trolls, orchi, lupi e altre creature malvagie, attraversare lande desolate, visitare le terre degli elfi e affrontare innumerevoli pericoli. Col tempo la loro collaborazione si trasforma in una fraterna amicizia, ma ecco che, raggiunto quello che una volta era il regno del re sotto la montagna, quella che era cominciata come una singolare avventura rischierà di trasformarsi in una vera e propria guerra se a salvare ogni cosa non interverrà il coraggio di un piccolo hobbit.

Recensione di Idril

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Romanzi di Ispirazione Tolkieniana

Lingalad: musica italiana ispirata al Signore degli Anelli.

Cartoline dalla fantasia: immagini ispirate da Tolkien da spedire ai vostri amici

AUTORE

J.R.R.Tolkien

TITOLO

Il Signore degli Anelli

EDIZIONE

Bompiani

Il mondo della Terra di Mezzo raggiunge il suo apice con questa trilogia dei romanzi: "La Compagnia dell'Anello", "Le Due Torri" e "Il Ritorno del Re". I personaggi sono in alcuni casi gli stessi de "Lo hobbit", o comunque sono legati ad essi, ma vengono definitivamente accantonati i toni infantili del primo romanzo. Si tratta, in questo caso, di un vero e proprio romanzo epico che non può fare a meno di trascinare il lettore nel suo mondo fantastico costringendolo a seguire con il fiato sospeso e spesso le lacrime agli occhi le vicende dei nove membri della Compagnia dell'Anello vivendole quasi in prima persona. Si diviene spettatori diretti di storie di profonda amicizia, di vita, di morte, di tradimenti, amore, guerra oscillando tra momenti di un 'allegria quasi esilarante e altri estremamente commoventi, e, mentre si assiste ai fatti narrati con sapiente bravura da mastro Tolkien, si diviene a poco a poco parte di essi. Non bisogna farsi scoraggiare dalla lunghezza del libro ( mille duecento e passa pagine) poiché dopo i primi capitoli le pagine scorrono da sé fra splendide descrizioni, scene di azione, momenti di riflessione introspettiva dei personaggi e incantevoli ( anche se a volte, lo ammetto, forse troppo lunghe) canzoni.

Ecco la trama:
Bilbo Baggins, ormai vecchio, decide di lasciare la Contea. Prima della partenza nomina il giovane nipote Frodo suo erede e, su consiglio del saggio stregone Gandalf, gli lascia l'anello magico che rende invisibili riportato dal suo viaggio. Alcuni anni più tardi Gandalf torna, dopo una lunga assenza, da Frodo ignaro del pericolo che sta correndo: l'anello che possiede è, infatti, stato forgiato da Sauron, l'Oscuro Sire delle terre di Mordor, che cerca l'oggetto magico nel quale ha imprigionato parte dei suoi poteri. Frodo dovrà, quindi, portare l'anello sul Monte Fato, al centro delle terre di Mordor, e gettarlo nella bocca del vulcano: solo così l' anello maledetto verrà distrutto e il potere del malvagio Sauron annientato. Comincia così la fuga di Frodo ( accompagnato dal fedele servo Sam, e dagli amici Merry e Pipino) che lo porterà ad intrecciare le sue vicende con quelle di uomini come Grampasso, esperta guida dal passato misterioso, e Boromir, guerriero temerario di una terra di confine, elfi come l'allegro e coraggioso Legolas figlio del re di Bosco Atro, nani come il solido e pratico Gimli, figlio di Gloin ( membro della compagnia di nani protagonisti de "Lo hobbit"). Alle calcagna dell'hobbit i nove spettri dell'anello, servi di Sauron, e Gollum, antico possessore dell'anello che ora rivuole per sé. I compagni dovranno vivere coinvolgenti avventure che li porteranno in terre oscure e maledette, a lottare per la propria vita e per quella dei propri popoli, ma anche a scoprire la vera e profonda amicizia che li legherà in eterno.

Recensione di Idril

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Lingalad: musica italiana ispirata al Signore degli Anelli.

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Il Silmarillion

AUTORE

J.R.R.Tolkien

TITOLO

Il Silmarillion

EDIZIONE

Bompiani

La storia completa della Terra di Mezzo dalla sua creazione alla fine della terza era è l'argomento di questo libro. Simile nello stile e nel linguaggio ai testi base delle mitologie classiche, celtiche e germaniche, 'Il Silmarillion' è una testo essenziale a chi mira approfondire la conoscenza della Terra di Mezzo nei suoi miti, nelle sue storie e comprendere appieno 'Il Signore degli Anelli'. Corredato e completato dalle note esplicative di Christopher Tolkien ( figlio dell'autore) il libro stimola la curiosità del lettore introducendolo in un universo che si mostra a mano a mano che si procede nella lettura più reale. La narrazione è profondamente legata alla storia dei Silmarill, pietre dalla lucentezza straordinaria, intorno alle quali si articolano le vicende narrate, non si segue tuttavia un unico filone narrativo, il Silmarillion è più assimilabile, in realtà, a una raccolta di racconti che a un romanzo vero e proprio: i personaggi variano da capitolo a capitolo senza tuttavia allontanarsi da quello che è lo scopo originario dell'opera: il racconto della storia di Arda, la terra di Mezzo.

Trama: Iluvatar aiutato dai Valar inizia la canzone che crea il mondo in una perfetta armonia. Varda (meglio conosciuta dagli elfi come Elbereth) illumina il cielo con le sue luci, Manwe dona ad Arda il respiro, Ulmo le acque, Yavanna i frutti... Così nasce Arda, la Terra di Mezzo che vedrà l'avvicendarsi di popoli diversi, sarà insanguinata da guerre e perseguitata da mostri terribili prima di arrivare alla Terza era che si conclude con le vicende narrate ne 'Il Signore degli Anelli'.

Recensione di Idril

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AUTORE

J.R.R.Tolkien

TITOLO

Il Cacciatore di Draghi

EDIZIONE

Bompiani

Libro particolare per chi conosce solo i libri di Tolkien relativi alla Terra di Mezzo, in quanto la sua storia non si svolge in quei reami. "Il Cacciatore di Draghi" ovvero "Giles, l'agricoltore di Ham" (il titolo originale è infatti "Farmer Giles of Ham"), pubblicato per la prima volta nel 1949, è un libro ironico e divertente, lontano dalla mitologia e dalla maestosità de "Il Signore degli Anelli", ma sapientemente costruito mescolando "fiabesco e concretezza di particolari".
Può sicuramente essere visto come un racconto per bambini, ma la maestria di Tolkien, nella mescolanza a cui prima accennavo, rende "Il Cacciatore di Draghi" adatto sia ai piccoli che ai grandi lettori.
Un ultimo particolare: la "fonte" del libro sarebbe un'antica cronaca in latino (per l'appunto, troviamo sotto il titolo in seconda pagina una lunga scritta in latino tradotta come "L'Ascesa e le Avventure Meravigliose di Giles l'Agricoltore, Signore di Domo, Conte di Salaserpente e Re del Piccolo Regno"), ma è soltanto un espediente a cui Mastro Tolkien ricorre per ambientare il suo racconto in un determinato mondo popolato da draghi e giganti.

Trama: Aegidius de Hammo, chiamato con il nome abbreviato e nella forma volgare Giles l'agricoltore di Ham, è il protagonista della storia. Possiede una fattoria, dei campi coltivati e un cane di nome Gram. È proprio il suo cane che, una notte, lo avverte dell'arrivo di un gigante (che non ha, però, intenzioni ostili, si è semplicemente perso), costringendo Giles ad impugnare il suo trombone (un vecchio fucile dalla canna larga) e ad andare incontro all'intruso.
Il gigante è entrato nei campi di Giles, e quando l'agricoltore lo vede, spara, colpendolo, e costringendolo a tornare sui suoi passi. Per sua sfortuna (o fortuna, che si voglia) il cane ha ormai svegliato tutto il villaggio, e quindi tutti quanti assistono alla scena.
Giles diviene l'eroe del villaggio, e la sua reputazione cresce di giorno in giorno, tanto da arrivare all'orecchio del Re che gli invia una cintura e una strana spada che non ha mai utilizzato.
Il gigante, però, parla ai suoi compagni di quella bella terra, e la voce arriva anche ai draghi. Uno di loro si avvia verso Ham, e da qui avrà inizio l'avventura di Giles, che dovrà trovare il drago, per fermare la sua avanzata, e successivamente per costringerlo a rispettare un patto.
Il racconto si concluderà in modo alquanto divertente, e ne consiglio la lettura a tutti, in quanto è breve e scorre facilmente.

Recensione di Conan

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AUTORE

J.R.R.Tolkien

TITOLO

Le Avventure di Tom Bombadil

EDIZIONE

Bompiani

Tom Bombadil è, a mio parere, uno dei personaggi più belli e significativi creati da Tolkien. Questo libro, pubblicato nel 1962 e da Bompiani nel 2000, presenta due lunghe "poesie" su Bombadil, e altre quattordici su diversi personaggi della Terra di Mezzo.
L'edizione curata da Bompiani ha il testo inglese a fronte, testo tratto da "The Adventures of Tom Bombadil", nella raccolta "Tales from the Perilous Realm" (HarperCollins, 1997).
Tolkien ci introduce di nuovo nel suo mondo, chiarendo l'origine delle poesie nella prefazione: le due su Bombadil, che provengono con certezza dalla terra di Buck, altre sono composte da frammenti di storie più antiche, altre ancora sono scritte da Sam Gamgee ed alcune altre addirittura raccolgono influenze da Imladris e da Gondor. Insomma, un libro che presenta molti personaggi (alcuni già noti ai lettori della Trilogia dell'Anello) con poesie e ballate, rispettando la struttura e la musicalità dell'originale (lo si può notare leggendo i testi in inglese).

Trama: le prime due poesie trattano di Tom Bombadil e appena gli occhi scorrono sui primi versi una sensazione di dejà vu (per chi ha letto prima "Il Signore degli Anelli") ci colpisce: "Il Vecchio Bombadil era un tipo assai allegro;stivali gialli aveva e la giacca color cielo, cinture e brache in cuoio, colore verde prato; sul cappello una piuma che a un cigno avea strappato". Versi simili compaiono nei capitoli 'Nella casa di Tom Bombadil' e 'Nebbia sui Tumulilande' de "Il Signore degli Anelli". Il libro prosegue poi con "Il Cavaliere Errante", composta da Bilbo. Questa genere di poesia, racconta Tolkien, sembra divertire molto gli Hobbit, in quanto può essere recitata all'infinito, dal momento che la fine riprende l'inizio.
La quarta è "La Principessa Me", frammento ricordato a metà di una ballata più lunga; si continua con "L'Uomo della Luna andò a letto troppo tardi" e con "L'uomo della Luna scese troppo presto", scritte, la prima da Bilbo e la seconda da Sam Gamgee (la prima è presente ne "Il Signore degli Anelli", nel capitolo "All'insegna del puledro impennato"). Con "Il Troll di pietra" e "Pierino il goloso" arriviamo all'ottava ballata (Il Troll di pietra vi ricorda niente?), seguita da "I Mewlips", creature che vivono al di là dei monti Merlock e che mangiano uomini (almeno così io ho capito);vi sono poi "Olifante", "Il Fastitocalone" e "Il Gatto", poesie su animali che popolano la Terra di Mezzo(e non solo); con "La Sposa dell'Ombra" (molto bella) e "Il Tesoro" siamo quasi alla conclusione: infatti il libro termina con "La Campana del Mare" (scritto nella Quarta Era, è il pezzo più recente,e sembra sia associata ai sogni di cui Frodo era vittima prima di partire per i Rifugi Oscuri) e con "L'Ultima Nave", che parla dei sette fiumi del mare del Regno del Sud (Lefnui, Morthond, Kiril, Ringlò, Gilrain, Sernui e Anduin).
Un libro che ci porta nelle poesie e nelle ballate cantate nella Contea e in altri luoghi della Terra di Mezzo: un altro piccolo capolavoro del Maestro.

Recensione di Conan

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AUTORE

J.R.R.Tolkien

TITOLO

I Racconti Ritrovati

EDIZIONE

Bompiani

E' il primo dei tre libri che mirano a fornire una chiave di lettura più semplice al "Silmarillion", dove con un linguaggio non certo molto semplice Tolkien racconta l'origine del mondo dove si svolgeranno le vicende de "Il Signore degli Anelli".
I "Racconti Ritrovati" segnano l'inizio della creazione fiabesca di Tolkien. Vi si trovano, come quasi ancora in forma "germinale", i grandi temi narrativi del cosmo Tolkieniano. Iniziati tra il 1916 e il 1917, quando l'autore aveva solo 25 anni, I Racconti Ritrovati sono stati pubblicati dal figlio Cristopher con i suoi commenti, fornendo abbondanti delucidazioni per tutto ciò che concerne il pensiero del padre e i temi de "Il Silmarillion".
E' un libro molto bello e piacevolmente scorrevole, con un linguaggio molto semplice; stupenda è la descrizione dei sentimenti degli Ainur, che amano dal profondo la propria creazione e gli accurati particolari che descrivono tutte le loro azioni: la lotta contro Melkor, il dio enigmatico e maligno che ha insinuato nell'armonia degli elementi la dissonanza dell'estremo gelo e del fuoco implacabile; l'avvento nel mondo degli Elfi, creature di Iluvatar, il Padre Celeste, destinate a tornare nella patria originaria dopo viaggi densi di sofferenze indicibili...

LA TRAMA: In questi racconti impersoniamo Eorl, che sbarca nell' "Isola del Gioco Perduto", dove gli elfi gli narrano tutto ciò che concerne la loro mitologia e i loro antenati.
Si parte dalla musica degli Ainur, che con il loro canto e il supporto di Iluvatar creano la terra; prosegue col narrare la venuta sulla terra degli dei Valar che si insediano nel mondo fondando la prima loro città Valinor; si passa quindi ad esaminare le malefatte di Melkor, il più potente tra i Valar ma anche il più oscuro e bramoso tra gli dei.
Vi è narrata la lotta contro Morgoth e il suo incatenamento, che sembra dar inizio ad un lungo periodo di pace, al quale segue la costruzione di Kor e la fuga del dio oscuro e il suo furto, che priva Valinor dello splendore di Silpion e Telperion; si prosegue con l'avvento dei primi elfi e con il narrare le loro alterne vicende fino a che si giunge alla creazione del Sole e della Luna, all'ottenebramento di Valinor a opera di Morgoth e quindi all'avvento dell'umanità.

Recensione di Samuele

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AUTORE

J.R.R.Tolkien

TITOLO

I Racconti Perduti

EDIZIONE

Bompiani

Passiamo quindi al secondo dei tre libri. Vengono qui narrate le vicende che seguirono l'avvento dell'umanità, e anche qui lo stile e il linguaggio sono "piacevoli".
E' il secondo libro che il figlio di Tolkien, Cristopher, è riuscito a ricavare dagli appunti del padre, tuttavia il materiale è molto organico e ben organizzato, con pochissime lacune che il figlio del grande scrittore si adopera a riempire con spiegazioni tratte da altri appunti del padre, completando l'opera con approfondite appendici finali.
Alla fine di ogni capitolo si trova inoltre il commento di Cristopher, sempre mirato a chiarire i relativi aspetti del brano.
Spicca moltissimo la splendida (ed è dir poco) storia d'amore fra la figlia del re degli elfi, Tinùviel, e lo gnomo Beren, e non si può restare impassibili di fronte ad una così non solo ben narrata vicenda, ma anche piena di sentimento e di gesta eroiche, dove l'amore è più forte anche della morte, dove l'amore spinge il coraggioso Beren sin dentro il covo di Morgoth per ottenere il favore del padre dell'amata, che l'attende con la morte nel cuore.
Si accresce con questo libro il valore di una bellissima raccolta, che solo il Signore del Fantasy poteva concepire.

LA TRAMA: Continua la spiegazione ad Eorl nella Casetta del Gioco Perduto di ciò che è avvenuto su Ea dopo l'avvento degli Umani; si parte con la bellissima storia d'amore tra Beren e Luthien Tinùviel, gli innamorati che affrontano l'oscuro Valar Morgoth; segue il racconto di "Turambar e il Foalòke", la triste storia di un uomo sulla cui famiglia grava la maledizione del malvagio Valar, che questi gli scatena contro per essersi opposto a lui.
Si prosegue con "La caduta di Gondolin", la storia del maestoso attacco contro il reame celato dove vivono gli gnomi: stupende le descrizioni delle scene di irruzione e di attacco che si susseguono senza sosta; in "La Nauglafring", Urìn recupera un tesoro dal quale nasceranno splendidi gioielli, fra cui la favolosa ma nefasta "Collana dei Nani", che contiene il Silmaril di Beren; fa seguito il "Racconto di Earendel", intrecciato con "La Nauglafring" e la "Marcia degli Elfi", e infine abbiamo "La storia di Eriol e la conclusione dei Racconti", dove terminano i resoconti fatti ad Eriol, ma non la loro completa stesura.

Recensione di Samuele

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AUTORE

J.R.R.Tolkien

TITOLO

I Racconti Incompiuti

EDIZIONE

Bompiani

Un discorso diverso merita questo libro, che ho preferito definire come appartenente alla "Serie dei Racconti".
Si tratta infatti di un libro a parte, che tuttavia completa i racconti dei precedenti volumi sino ad esporre importanti storie che sono fondamentali per una piena comprensione del mondo de "Il Signore degli Anelli". I "Racconti Incompiuti" vanno pertanto a completare il vasto corpus narrativo dello scrittore. Redatti e commentati (anche qui con l'aggiunta di appendici) sempre grazie al figlio dell'Autore.
Pur se definiti "Incompiuti", è anche vero che di per se stessi sono già completi, e sono da annoverare tra le espressioni più alte di Tolkien.
Il volume comprende temi che l'Autore continuò a sviluppare anche durante la stesura della sua opera massima; si configurano come "rami collaterali", spesso però di fondamentale importanza sia dal punto di vista formale che dei contenuti. Essi sono disposti in ordine di tempo e arrivano sino alla fine della Guerra dell'Anello.
Un volume assolutamente NECESSARIO per coloro che vogliono esplorare sino in fondo la Terra di Mezzo con i suoi linguaggi, le sue leggende, i suoi sviluppi politici, le sue genealogie e tanto altro che completa il più maestoso (senza nulla togliere ad altri autori, naturalmente, ma Tolkien è TOLKIEN) apparato epico fantastico mai creato. Per tutti i "Cultori" della Terra di Mezzo: da avere.

LA TRAMA: Il libro viene diviso in Tre Età: la Prima narra di Tuor e il suo arrivo a Gondolin, più organico rispetto a quello narrato nel precedente volume. Segue una vasta dettagliata descrizione di "Narn I Hin Hùrin", ovvero tutte le vicende della vita del triste Turin.
Si passa così alla Seconda Età, che descrive la fantastica isola di Nùmenor, che verrà messa in ginocchio dalle perfide trame di Morgoth; fanno seguito il "Racconto di Aldarion e Erendis, la moglie del marinaio" e "Il lignaggio di Elros: Re di Nùmenor", fino alla storia di Galadriel e Celeborn, e al loro stabilirsi nel Bosco Atro.
La Terza Età narra del disastro dei campi Iridati, della famosa alleanza di Cirion e Eorl sino alla "Caccia all' Anello", che fornisce importanti dettagli sulle vicende che segnarono la storia della Terra di Mezzo.
Infine vi sono da tenere in considerazione la parte informativa che riguarda i Druèdain, le Palantìri (o le pietre veggenti), e non ultima quella riguardante gli Istari, la stirpe cui appartiene lo stesso Gandalf.

Recensione di Samuele

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