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Luca Trugenberger é nato a Milano, da padre luganese e madre palermitana; é stato ufficiale nell'esercito Elvetico, quindi, abbandonatolo, si é iscritto alla facoltà di medicina di Ginevra, per trasferirsi successivamente a Roma, dove esercita tuttora come psicoterapeuta; fondamentale é stata la sua esperienza come attore, che per dieci anni lo ha visto frequentare i teatri d'Italia, alimentando la sua già grande passione per le storie, il racconto e la scrittura.
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AUTORE |
Luca Trugenberger |
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TITOLO |
Il Risveglio dell'Ombra |
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EDIZIONE |
Fanucci |
LA TRAMA: Il protagonista, Damlo, è un ragazzino con i capelli rossi, e questo é il suo problema, perché il colore dei suoi capelli é sinonimo di disgrazia. Tutti coloro che a Waelton (il suo paese natale) sono nati con capelli come i suoi sono sempre morti prima di compiere 9 anni; Damlo, invece, nonostante le crisi che lo affliggono periodicamente, durante le quali perde conoscenza e cerca di combattere "la cosa" che é in lui e che cerca di uscire, pare essere più coriaceo.
E' un solitario, forse perchè non ha mai avuto nessuno che lo accettasse, esclusi gli zii che lo hanno accolto quando è rimasto orfano; è un sognatore e sogna di essere un eroe leggendario che uccide orchi e troll, che salva regni in pericolo e fanciulle in balia di terribili mostri. Damlo, soprattutto, nel suo fantasticare, non sa una cosa: in lui scorre sangue di drago! I capelli rossi, segno della sua "diversità", indicano la sua illustre discendenza, come tutti a Waelton, d'altronde, paese sorto mille anni prima per volere di Maspo Gemmalampo, un uomo, e la sua compagna Kaxalandrill, draghessa che scopre l'amore grazie a lui. I Waeltoniani sono tutti mezzi-draghi, e questo li rende particolarmente longevi e premurosi nei confronti della natura, ma Damlo è di più, in lui il sangue umano e quello di drago convivono, e lo rendono speciale, sarà per questo che l'Ombra, al suo risveglio, decide che deve passare dalla sua parte, é troppo pericoloso da lasciare libero, un nemico forse troppo potente... cosa che Damlo ovviamente ignora.
Le sue avventure iniziano nel giorno del suo quattordicesimo compleanno, quando, perseguitato dagli altri ragazzi del suo paese che lo irridono e malmenano a causa del suo essere "roscio" (Trugenberger usa proprio questo termine, anche se suona molto 'romanesco'...), in una delle sue fughe per scampare i soliti maltrattamenti, Damlo rimane ferito e prima di cadere preda di una delle sue crisi, si nasconde su di un carro coperto. Al suo risveglio, due giorni dopo, scopre di essere in viaggio con due nani, che non essendosi accorti del loro 'carico' hanno lasciato Waelton.
Inizialmente Damlo cerca di tornare indietro, rendendosi conto che la realtà é molto differente dalle sue avventure, ma poi il sangue del drago ha la meglio e lui prosegue con i suoi nuovi compagni. Da qui in poi a Damlo accade di tutto, dall'attacco dei lupi e degli orchetti, alla conoscenza di un Re e degli elfi, dal fingersi un ladro, al diventarlo realmente per recuperare il carro dei suoi amici; sul carro, infatti, i nani nascondono degli oggetti magici che dovranno portare all'Arcimago, unico sopravvissuto della sua stirpe, affinché egli possa scoprire l'identità del Primo Servo dell'Ombra e quindi annientarlo. Gli eventi separeranno Damlo dai suoi amici, che lui crederà morti, e lo porteranno anche ad incontrare la figlia del reggente di un importante regno, l'esuberante Ticla, di cui si innamorerà; nel seguito del suo viaggio Damlo dovrà infine affrontare il primo Servo dell'Ombra, che lo vuole dalla sua parte, oppure morto; dovrà subire il fascino e la tentazione dell'Oscurità, trovandosi poi al confronto finale col male.
Questo é senza dubbio uno dei libri più belli che io abbia mai letto, soprattutto perché inaspettato: leggere per la prima volta "Il Signore degli Anelli" o la Saga di Shannara è un'avventura affascinante, ma è normale aspettarsi un'opera grandiosa; è invece dai libri che non ci si aspetta che vengono fuori le sensazioni più belle.
Questo libro risulta una sorpresa per vari motivi: perchè il nome del suo autore "suona" molto italiano, e le parole "Fantasy" ed "Italiano" non sono mai andate particolarmente d'accordo, anche se ultimamente molti autori italiani hanno dimostrato di saper scrivere molto bene; perchè già dalle prime pagine sa creare quel rapporto di dipendenza che solo i grandi romanzieri sanno creare e semplicemente non vuoi (puoi) staccarti dalle sue pagine, il che è gia tantissimo; perché dopo tanti autori che hanno sfruttato il 'filone' magari con risultati pessimi, o alla meglio anonimi, un autore che con semplicità sappia creare una storia consistente ed avvincente, dei personaggi credibili ed affascinanti ed una trama per nulla scontata (cose che di regola dovrebbero caratterizzare ogni buon libro), risulta essere un'eccezione.
Si vede anche che Trugenberger ha letto parecchio prima di scrivere, ed in questo libro c'è molto di Tolkien, soprattutto per le creature e l'atmosfera, ma c'é ancora di più di Robert Jordan e della sua Saga della "Ruota del Tempo", e poi Moorcock e Gemmel ed altri, ma non si tratta semplicemente di 'qualcosa' preso in prestito, l'autore ha fatto sue queste tematiche ed ambientazioni rielaborandole e personalizzandole in maniera magistrale.
Parlando del protagonista, egli si crede un codardo perchè ammette a se stesso di avere paura, ma non è la mancanza della paura che fa di un uomo un eroe. Ignorare la paura, scoprirà il nostro eroe, è ignorare i pericoli cui si va incontro e questo è da sciocchi, non da eroi. La paura è un'ottima consigliera, e Damlo proverà sulla sua stessa pelle cosa vuol dire aprire gli occhi su questa grande verità.
"Il risveglio dell'Ombra" è sicuramente, considerando il finale "aperto", il primo di una serie di romanzi, cosa di cui sono estremamente felice, anche se temo che per leggere il seguito ci sarà da aspettare un po'... Le uniche due piccole note negative sono una certa "inesperienza" del suo narratore, ma il libro scorre facilmente, e come ho già detto riesce a catturare l'attenzione dalla prima all'ultima pagina; e un dettaglio della trama che dovrebbe essere una 'sorpresa' finale, ma che invece si intuisce già da metà libro.
Vorrei sottolineare altre due cose: la prima é che l'agente di Trugenberger (come ci dice lui alla fine del libro...) è Roman Hocke, fratello e agente di Martin Hocke, un notissimo ed apprezzatissimo autore straniero; la seconda é relativa all'edizione, che trovo molto bella, la "Collezione Immaginario Fantasy" della Fanucci é veramente apprezzabile, con le sue mappe rese a colori, la sua rilegatura di buona qualità e le sue copertine, che anche non essendo originalissime, risultano semplici ma squisite, insomma se magari non piace la storia, questo libro anche solo come 'oggetto' é comunque molto bello.
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