|Consigli per una lettura fantastica |Indice degli Autori |Indice delle Opere |La biblioteca di Leisha |La pasticceria di Leisha|Nuvole Fantasy|Cartoline dalla Fantasia|Il sentiero nascosto|
![]()
|
AUTORE |
Michael Moorcock |
|
il Campione Eterno | |
|
EDIZIONE |
Fanucci |
Questa ennesima avventura
nel fantasy di Moorcock si discosta decisamente dal filone classico del genere;
l’inglese conferma la sua grande ecletticità e la duttilità letteraria che
lo hanno portato ad essere uno degli autori più apprezzati proprio per le sue
qualità camaleontiche.
Quest’opera, composta dai primi due libri della trilogia, raccolti in un unico
volume, basa la sua struttura sul conflitto psicologico del protagonista
piuttosto che sull’azione: il mistero è tutto fondato sul personaggio
principale, enigmatico, emotivo, afflitto da smisurati conflitti morali; ora
vero e proprio antieroe, ora campione invincibile di puro stampo classico, forte
e coraggioso, (almeno in apparenza).
Il protagonista è un uomo, o forse un’entità, costretto dal destino a
viaggiare attraverso una serie di universi paralleli per andare in soccorso di
chiunque invochi il suo aiuto. All’improvviso la sua mente diventa cosciente
e, forse per una sorta di punizione divina, comincia a serbare ricordi delle
vite precedenti o, perlomeno, vaghe rimembranze di ciò che fu, o che dovrà
essere. I continui spostamenti nello spazio-tempo annullano il concetto di
passato o futuro, solo il presente ha un senso… ed è sempre un presente di
guerra, perché ovunque egli venga chiamato ci sono soprusi da vendicare e
sangue da spargere. Dunque il Campione viene sballottato da una realtà
all’altra senza preavviso e senza riuscire a comprenderne il motivo; costretto
a condurre eserciti al massacro senza conoscere la realtà in cui è immerso,
costretto com’è a fidarsi di chi lo evoca senza mai trovare la pace,
strappato dall’unico posto in cui sia riuscito a trovare una tranquillità,
seppure relativa; tormentato da incubi che lo fanno dubitare di tutto, perfino
sulla sua stessa realtà, quando egli desidera soltanto il riposo, il
protagonista anela addirittura la morte che, ovviamente, data la sua condizione
appare impossibile.
L’intero romanzo è fondato sul conflitto psicologico del protagonista
piuttosto che sulle avventure da lui vissute, il “Campione” è mentalmente
instabile, strappato alla sua realtà del XX secolo e catapultato in un
ipotetico “quando”. Dare tanto risalto alla parte psicologica sarebbe anche
corretto, se non fosse che la parte “avventurosa”, altrettanto importante,
è eccessivamente scarna, al punto da sembrare addirittura funzionale a portare
il protagonista nelle situazioni volute con il minor spreco di tempo
(e di pagine) possibile. La trama, finisce per somigliare ad un binario,
che il protagonista è inevitabilmente obbligato a seguire, per poter giungere a
determinate conclusioni e continuare così la sua lotta interiore.
Sembra che l’Autore sfrutti le avventure del protagonista per porre i suoi
quesiti, ma che in un certo senso “snobbi” queste vicende, considerandole
come puro mezzo narrativo. La visione d’insieme ne viene a soffrire e di
conseguenza risulta difficile stabilire le giuste distanze tra il Bene e il
Male.
Il conflitto mentale invece è ben esplicato, soprattutto dai sogni/incubi del
protagonista che costituiscono, a tutti gli effetti, un universo negli universi
dell’eroe e molto spesso rovesciano i concetti che il Campione si è fatto
durante la veglia e fanno emergere i dubbi che lo consumano e lo lacerano,
costituendo così la parte centrale e meglio caratterizzata dell’opera.
Un’altro aspetto importante nel libro è l’introduzione di un concetto
raramente utilizzato nel panorama letterario fantasy: un personaggio,
identificabile più come un’entità che come una persona fisica, non fine a se
stesso, ossia non finalizzato all’avventura in corso: il Campione Eterno, o
Erekose o il Conte Urlick è anche il mitico Elric di Melnibonè o il romantico
Dorian Hawkmoon, eroi di due famose saghe di Moorcock. L’ecletticità dello
scrittore prende corpo, cioè, non attraverso una singola opera, leggibile come
a sé stante come tutti i romanzi, bensì attraverso un eroe, viaggiatore delle
dimensioni spazio-temporali che vivrà in tutte le saghe create dall’autore.
Soltanto in questa avventura l’eroe ha una certa consapevolezza del proprio
destino, ma ci permette comunque di avere una diversa chiave di lettura per
tutte le altre opere di Moorcock e di trarre diverse considerazioni sulle
motivazioni e sulle azioni, soprattutto morali, che vengono in esse compiute. È
assolutamente geniale come,attraverso un romanzo, l’Autore riesca a modificare
il punto di vista su altre opere da lui stesso scritte in precedenza, senza che
ciò avvenga in modo consapevole per il lettore.
Lo
stile è vagamente classicheggiante, non del tutto in tono con un’opera che
esce dai canoni classici di genere, mentre il ritmo è compassato, giustamente
in linea con i conflitti interiori del protagonista. A dispetto delle critiche
sopra espresse, la trama è dignitosa, anche se i titoli all’inizio di tutti i
brevi capitoli tolgono spesso gran parte della suspence al lettore. I
viaggi nel tempo del protagonista lo portano a contatto con imbarcazioni a
motore, macchine volanti e animali geneticamente modificati, a dispetto
dell’ambientazione spesso medievaleggiante. L’ultima menzione sfavorevole è
poi a carico dell’editing: il testo è infarcito di errori di stampa che, pur
non minando la comprensione generale del testo, risultano però parecchio
fastidiosi
Il Campione Eterno | Il Drago nella Spada
Altri romanzi di Realtà parallele
![]()
|
AUTORE |
Michael Moorcock |
|
Il Drago nella Spada | |
|
EDIZIONE |
Fanucci |
In
questa seconda parte della storia del Campione Eterno troviamo alcuni
cambiamenti sostanziali nella struttura del romanzo: s’infittisce il rapporto,
o per meglio dire il conflitto, psicologico tra il protagonista e le diverse
entità che ne determinano le azioni mentre si disperde la trama, perlomeno a
livello di azione. Infatti il Campione si trova in tutto questo secondo libro a
concludere le sue vicende su di un solo mondo, quello della Ruota,
caratterizzato da un centro fisso e sei diverse realtà, sei “sottomondi”
abitati da creature differenti e collegati tra loro tramite dei portali.
Il conflitto psicologico è in pari misura accentuato e complicato dalla forte
impronta visionaria che l’Autore imprime alla sua opera. Lanciandosi, per
bocca di vari personaggi, nella spiegazione del “multiverso”, dello
spazio-tempo, degli infiniti strati della realtà, dell’impossibilità di
definire la realtà così come la conosciamo, e di tutti gli illogici paradossi
che ne conseguono, l’Autore insinua nella mente dell’Eroe (e in misura
maggiore nella mente del lettore) atroci e irrisolvibili dubbi sulla realtà
stessa, lasciandolo a misurarsi con domande più grandi di lui. Come se ciò non
bastasse, i paesaggi, le creature e le abitudini di questo piano del multiverso,
soprattutto nella parte finale del libro, sembrano in particolar modo frutto di
allucinazioni, accentuando l’aspetto visionario delle descrizioni e facendo
perdere al Campione e al lettore ogni appiglio con la realtà, ammesso che di
realtà si possa ancora parlare.
L’unico modo per conservare la sanità mentale consiste nell’accettare il
tutto senza riserve, piegarsi al destino e sperare che una volta compiuto il
proprio “dovere” il protagonista possa tornare a riposarsi: niente più
guerre e viaggi, solo il riposo e l’amore della sua donna, persa in un
“prima” che risulta talmente difficile da stabilire sia per il Campione che
per noi, da poter tranquillamente essere un “dopo”.
Il secondo libro del ciclo del Campione Eterno si presenta dunque, se possibile,
ancora più inaccessibile, più complicato, più psicologico del precedente. È
davvero un romanzo inconsueto ma, anche per chi è appassionato di fantasy
classica, purtroppo soffre di una serie di problemi: la trama è piuttosto
banale, tutta tesa alla spiegazione della supremazia dell’Equilibrio, della
lotta tra Legge e Caos, tutti concetti molto tradizionali, mentre lo stile è
inevitabilmente un tantino farraginoso e Moorcock tende a imprigionarsi da solo
nelle proprie impossibili spiegazioni. Ultima nota dolente, i soliti errori di
stampa, sparsi un po’ ovunque.
Il Campione Eterno | Il Drago nella Spada
Altri romanzi di Realtà parallele
![]()
|Consigli per una lettura fantastica |Indice degli Autori |Indice delle Opere |La biblioteca di Leisha |La pasticceria di Leisha|Nuvole Fantasy|Cartoline dalla Fantasia|Il sentiero nascosto|