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I guerrieri di rango più alto, ossia l'aristocrazia celtica, vivevano nelle tipiche fortezze chiamate dun. Erano costruzioni circolari, di pietre a secco incastrate tra loro, circondate spesso da terrapieni e ulteriori mura, in legno. A volte, intorno alla fortezza erano disposte centinaia di lastre di pietra dai bordi affilati e frastagliati, che frenavano la carica di qualunque aggressore.
All'interno del primo circolo di mura, spesso, si trovava il rath, o "recinto", la parte cioè meglio difesa della fortezza, generalmente riservata al nobile ed ai suoi guerrieri. Nei pressi del forte, poi, sorgevano i villaggi del popolo, sparpagliati per la campagna e composti da capanne circolari di pietre, argilla o paglia.
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LA SOCIETA'
La società aveva un ordinamento di tipo sostanzialmente tribale, e all'interno di essa, grande importanza avevano i legami familiari all'interno del clan o fine, ossia la più piccola delle numerose entità politiche interdipendenti che costituivano la situazione politico-sociale della cultura celtica. Il clan, e con esso i suoi appartenenti, aveva una libertà notevole, e la trasmetteva a tutti i suoi membri. Questi erano legati gli uni agli altri da legami indissolubili, la cui rottura causava conseguenze gravissime. E' possibile che alcuni clan sostenessero di derivare da un animale, divinizzato o meno; questo potrebbe far pensare a una componente totemica nella religione celtica.
Al di sopra del clan vi era la tribù, o tuath in Irlanda. Questo termine designava dapprima, appunto, i membri di una determinata tribù; in seguito si spostò ad indicare anche sia i terreni che ad essa appartenevano, sia la disponibilità di armati che essa doveva fornire (fissata nel numero simbolico di tremila). La tuath era retta da un sovrano tribale, spalleggiato dai druidi, al di sopra del quale veniva il ri còicid , che comandava diverse tribù, se non un'intera provincia. Nella mitologia sono presenti numerosi di questi re, tra cui il più noto è forse Conchobar; più tardi, nell'era cristiana, comparve anche la figura di un Sommo Re, o ard ri, quale per esempio Conaire Mac Eterscel.
In ogni caso, l'ard ri, a causa anche della tendenza all'indipendenza tipica dei Celti, non ebbe mai un grande potere effettivo, tranne che nel caso di Finn Mac Cumal, trasmessoci dal mito, e da quello storicamente provato del grandiossimo Brian Boru, detto "dei Tributi" proprio a causa del suo riuscito tentativo di unificare tutta l'Irlanda e poterne, quindi, riscuotere da ogni parte di essa.
L'ard ri irlandese rimaneva in carica un periodo prestabilito di anni, oppure fino alla morte; generalmente, esso apparteneva ad una delle due tribù che, nel momento della sua nomina, erano più influenti: è noto come Brian Boru sia stato più volte insidiato dall'avversario Malachi Mor.
Per quanto riguarda il titolo di ri còicid, invece, il suo detentore veniva eletto da un'assemblea dei guerrieri, e scelto tra gli appartenenti al clan o alla tribù dominante. E' infatti questa assemblea a prendere, appoggiata sempre dai druidi, le più importanti decisioni politiche. Il mito narra come per ben due volte il regno di Conchobar venne affermato proprio grazie ad essa: dapprima con la destituzione di Fergus Mac Roìch, precedente re, ordita dalla madre del bambino, Nessa; poi, con l'aiuto dei druidi Sencha e Cathbad, quando il regno si era ormai frazionato eccessivamente e il potere di Cù Chulainn e quello del guerriero Fintan minacciavano la stessa posizione di Conchobar.
In nessuno dei due casi, comunque, ci furono reazioni negative nei rivali del re: sia Fergus che i due guerrieri Cù Chulainn e Fintan accettarono di buon grado la decisione inequivocabile dell'assemblea.
Era questa "assemblea", sia pure su diversi livelli, l'organo giuridico più importante nella civiltà celtica: sia nel clan che, per le questioni più importanti, nella stessa tuath, la giustizia non era affidata, come si può essere portati a pensare confrontando il modello celtico con quello germanico, alla vendetta privata- o perlomeno non del tutto, in quanto era l'assemblea a stabilire l'entità del risarcimento, tranne che in questioni concernenti l'onore di una delle due parti in causa- ma alla delibera di un consiglio di saggi e potenti, in cui un posto particolare era affidato ai druidi.
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I contenuti sono di esclusiva e produzione e proprietà; di Nicolò Moscatelli Delbaeth
la grafica e l'impaginazione di queste pagine sono di Lorelail
In Collaborazione con La Gilda Dei Giocatori Ospite di Geco Telematica
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