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Per esporre al meglio la metamorfosi del nostro eroe al pubblico, sia dal punto di vista storico che

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contenutistico, ripercorrendone "la vita" attraverso le tappe fondamentali e gli autori più importanti che lo hanno plasmato, abbiamo scomodato Marco Barlotti ("Marcobar" per gli amici), responsabile per le storie di produzione italiana del progetto Inducks e collaboratore del periodico "Fumo di China",

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chiedendogli di scrivere un articolo per noi. Ecco a voi i risultati...

 

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Tutto comincia nel 1969, in un’Italia che ha appena visto la grande contestazione studentesca del ’68 e sta per affrontare l’"autunno caldo" sindacale della riscossa metalmeccanica. Elisa Penna (allora capo-redattrice del settimanale "Topolino") ha un’idea destinata a lasciare una profonda traccia nell’universo Disneyano: attribuire a Paperino un’identità segreta, trasformandolo part-time in un impavido vendicatore dei soprusi e delle ingiustizie. Su questo spunto lo sceneggiatore Guido Martina realizza la storia "Paperinik il diabolico vendicatore" (I TL 706-A, disegnata dal grande Giovan Battista Carpi) che appare sui numeri 706 e 707 di "Topolino" dell’8 e 15 Giugno 1969.
Vi si narra come Paperino ritrovi in una villa diroccata il diario segreto del ladro-gentiluomo Fantomius e ne tragga lo spunto per assumere una segreta identità (quella appunto di Paperinik) con l’aiuto di Archimede Pitagorico che gli fornisce le più avanzate attrezzature scientifiche. La sua missione sarà vendicarsi (come Paperinik) dello Zio Paperone, di Gastone e di quanti altri lo tiranneggiano quotidianamente come Paperino.
Questa storia è in realtà solo la prima di un lungo ciclo di grande successo che vedrà Paperinik presto trasformarsi prima in un difensore di tutti gli oppressi e poi addirittura in un famoso eroe cittadino che compie ronde notturne contro il crimine.

Nasce Paperinik,

 

Diabolik, una delle suggestioni convergenti in PaperinikNella figura di Paperinik convergono molte e diverse citazioni: da Zorro a Superman e forse ancor più a Batman, in quanto personaggio pavido e pigro nella vita di tutti i giorni che all’insaputa di tutti si trasforma in un eroe paladino dei perseguitati; da Fantômas ad Arsenio Lupin per il suo aspetto di "ladro-eroe" (Fantomius richiama nel nome appunto Fantômas, l’inafferrabile fuorilegge protagonista di una serie di romanzi degli scrittori francesi P. Souvestre e P. Allain, tra i precursori del "giallo" moderno; mentre Arsenio Lupin, personaggio creato dal francese M. Leblanc, è il più famoso rappresentante della categoria del "ladro-gentiluomo"): si noti che Paperinik nelle prime avventure (che certo oggi la Disney ripudierebbe come non politically correct) non esita a compiere furtarelli e piccole illegalità.
Ma soprattutto la terminazione in "ik" dell’identità segreta del nostro eroe suggerisce al lettore un riferimento a Diabolik. L’anti-eroe del fumetto nero creato dalle sorelle Giussani era nelle edicole dal Novembre 1962, e costituiva un clamoroso caso di costume tutto italiano, già peraltro largamente oggetto di satira (il pubblico televisivo degli anni sessanta ben conosceva ad esempio Dorellik, ideato e interpretato dallo show-man Johnny Dorelli).

Il nuovo personaggio, con le sue implicazioni di vita al margine della legalità, inizialmente non convince all’estero: la casa editrice Egmont (che ha i diritti per utilizzare in vari paesi europei le storie Disney Italiane) lo elimina addirittura dalla sua prima storia, dalla quale ricava per le proprie pubblicazioni solo un episodio di poche pagine con Paperino che prende a calci un cane mentre Gastone ne ricaverà invece una piccola fortuna. Questa diffidenza all’estero verso il nuovo personaggio (che comunque poi gradualmente sarà adottato anche in Francia, Germania, ecc.) non costituisce peraltro un episodio isolato.

La 313-XNei primi cinque anni, Paperinik compare soltanto su "Topolino", in quattordici lunghe e complesse avventure sceneggiate tutte da Guido Martina e disegnate (dopo la prima) da Romano Scarpa, Massimo De Vita e Giorgio Cavazzano: come si vede, una scelta editoriale di grande rispetto per il personaggio. La sua caratterizzazione si raffina con coerenza: nella seconda storia Archimede trasforma la mitica "313" in un autoveicolo pieno di congegni segreti e capace addirittura di volare; si giunge perfino alla creazione di "Paperinika", identità segreta di Paperina che porta un tocco di femminismo ("alla Martina", comunque...) nelle vicende. Si noti che "Paperinik e il dramma ciclico" (I AT 214-A) viene pubblicata su "Almanacco Topolino" numero 214 dell’Ottobre 1974; si tratta però di una storia prevista e pensata per "Topolino", come si evince dal formato (tre strisce di due vignette per pagina): ancora per quattro anni, in effetti, non usciranno su "Almanacco Topolino" altre storie con Paperinik.

Paperinika, la versione 'femminista' di PaperinikPaperinik diventa in un certo senso "maggiorenne" con la storia "Zio Paperone e il demone del gioco" (I TL 984-B, uscita sul numero 984 di "Topolino" del 6 Ottobre 1974). Si cambia infatti sceneggiatore (ma, si noti, restando ad altissimo livello: Massimo Marconi) e le matite vanno a Guido Scala. Da ora, Paperinik (considerato evidentemente personaggio abbastanza rodato), è affidato a molteplici sceneggiatori: Dalmasso, Pezzin, Còncina, Damianovich, Pavesio, Bellomi, Amato, Cornacchione, Ferrari... Per molti anni, fino al 1978, escono comunque ancora storie della mitica coppia Guido Martina-Massimo De Vita. Inoltre, dal Gennaio 1978 Paperinik comincia ad apparire con regolarità anche su "Almanacco Topolino", spesso disegnato dallo Studio Recreo del catalano Francisco Bargadà.

Paperinik e Paperinika piacciono anche agli sceneggiatori brasiliani in forza alla casa editrice "Abril Jovem". Del resto il Brasile aveva già adottato l’italianissima Paperetta Yè-Yè, facendola trasferire a Rio De Janeiro e stringere amicizia con nuovi personaggi fino a costituire il gruppo "Os Adolescentes". Così gli sceneggiatori brasiliani si sbizzarriscono a inventare nuove avventure che vedono protagonisti Paperinik e Paperinika, ai quali presto affiancano le identità segrete di altri personaggi: Super Pippo, la Vespa Rossa, Paper Bat, Farfalla Purpurea, Bat-Josè... Ma questa, come suol dirsi, è un’altra storia!

Il numero 1 di 'Paperinik e altri supereroi'Facciamo ora un salto fino all’Aprile 1993. In tale mese, la "Walt Disney Company Italia" (che è subentrata alla Mondadori come editrice delle storie Disney in Italia) lancia una testata dedicata al nostro eroe: "Paperinik e altri supereroi" nasce come bimestrale dedicato alle ristampe di storie del Nostro, di Super Pippo e del ciclo brasiliano dei Super Eroi disneyani. Un’operazione che parrebbe rientrare nell’intensa azione di supersfruttamento dei personaggi Disney da parte del nuovo editore: si pensi che grosso modo a quell’epoca risale anche il lancio di testate come "Topolino Adventure", "Paper Fantasy" e "Topo Mystery", costruite integralmente (o quasi) sulle ristampe. In realtà, il Nostro riesce ancora una volta ad affermarsi come beniamino del pubblico, cosicché "Paperinik" seppellisce allegramente tutte le altre testate ("Topolino Adventure" defunge dopo venti numeri, "Paper Fantasy" dopo trentacinque e "Topo Mystery" dopo settantatré...) e diventa presto mensile, abbandonando gli "altri supereroi" e pubblicando prima una, poi sistematicamente due-tre storie inedite (tutte rigorosamente di produzione italiana) in ogni fascicolo a partire dal numero 18 del Marzo 1995.
Va detto che le avventure di Paperinik si sono comunque in questi anni abbastanza banalizzate. Per necessità politically correct, hanno perso non solo l’allegro sadismo di Guido Martina (che personalmente amo moltissimo ma capisco possa essere contestato) ma anche l’ampio respiro delle avventure dei primi anni. La macchietta prevale sull’avventura, l’umorismo sull’ironia.

Il mitico numero 0Eppure il personaggio di Paperinik è incredibilmente vitale, e un gruppo di giovani redattori, sceneggiatori e disegnatori si prepara nel 1996 a fargli compiere l’ennesimo salto di qualità. È infatti in questo anno che (in sordina, senza essere preceduto da alcun particolare lancio pubblicitario) appare nelle edicole italiane il numero "Zero" di "Pk - Paperinik New Adventures". Formato anomalo per la Disney italiana, grafica simile agli albi USA dei supereroi ("Marvel" e "Image"), la nuova testata si presenta con un "direttore responsabile" di routine (Paolo Cavaglione) ma una lunga serie di "collaboratori al progetto" (9 nomi) appartenenti tutti alla più recente generazione di autori Disney italiani.
Seguito da altri "numeri prova", quel già mitico numero "Zero" è l’inizio di una nuova avventura editoriale che a poco a poco si è estesa, con alterne fortune, anche a molte altre nazioni. Con una rilevante particolarità: nel resto d’Europa, il numero "Zero" non è mai uscito! Nelle nazioni controllate (per le edizioni Disney) dal gruppo editoriale Egmont, la pubblicazione è iniziata con un numero 1 Le prove indiziarie...corrispondente come contenuto all’italiano "Zero/2" o addirittura a fascicoli successivi. Si racconta che siano state formulate pesanti critiche da parte dei supervisori Disney non italiani sia sul contenuto sia sulla grafica del numero "Zero". E certo problemi ce ne sono stati anche per i successivi episodi, tant’è che il numero "Zero/3" è firmato per i disegni da un inesistente Paul Ackerman.
Voci di corridoio (ma molto, molto autorevoli...) sostengono che a Sciarrone e Intini, autori dei disegni dei numeri Zero/2 e Zero/3, sia stato intimato di modificare i "becchi" di Paperino, considerati non conformi alle "regole Disney": Sciarrone si sarebbe adeguato, mentre Intini si sarebbe rifiutato e avrebbe poi disconosciuto il risultato delle modifiche apportate da altri. Certo è che osservando con attenzione i disegni nelle ristampe pubblicata sul volume "PK-ONE" di "pecette" con modifiche ai becchi se ne notano parecchie...

Un'edizione stranieraLa nuova serie di albi (qui accanto la copertina di un'edizione straniera) si propone come un tentativo di rinnovamento radicale della figura di Paperinik: il nostro Eroe abbandona praticamente la vecchia e gloriosa famiglia dei Paperi (Zio Paperone e i tre nipotini fanno solo qualche comparsata nei primi numeri, Gastone, Paperina e gli altri sono quasi del tutto ignorati); sostituisce ad Archimede come proprio fornitore di gadget una Intelligenza Artificiale ("Uno") che ama il cinema di fantascienza e si diletta in battute salaci; stringe nuove amicizie (con droidi e con alieni) e vive avventure di largo respiro (60-70 pagine di grande formato) combattendo contro una pericolosa razza di extraterrestri (gli "Evroniani") e contro l’ottusità delle gerarchie militari nostrane. Paperopoli non è più la tranquilla cittadina di provincia delineata da Barks e ripresa dagli sceneggiatori "classici" italiani, ma si è sviluppata in una tormentata metropoli con periferie degradate frequentate da bande di teppisti notturni.
Il nuovo formato consente spettacolari vignette a tavola intera, con poderosi combattimenti fra buoni e cattivi che danno anche talvolta il brivido della "morte" (ma poi si scopre che gli Evroniani non muoiono, regrediscono soltanto allo stato di "spora"...). Alle storie di pura azione si alternano episodi che vorrebbero essere di meditata introspezione. Le "schede tecniche" pubblicate in appendice alle storie dilettano i lettori con particolari fantasiosi sulla "Ducklair Tower" e sulle armi evroniane. Le trame si intrecciano in vorticosi annodamenti del continuum spazio-temporale, con paradossi sempre più complessi la cui coerenza sfugge probabilmente agli stessi sceneggiatori. E i lettori adolescenti che si vergognerebbero di leggere ancora il vecchio "Topolino" festeggiano un albo a fumetti finalmente "adatto ai più grandi"...

Ma il "nuovo" Paperinik di PKNA è davvero "più adulto" di quello consacrato al successo da Guido Martina, G. B. Carpi e Massimo De Vita? Le eroiche lotte contro gli Evroniani sono da considerarsi un passo avanti rispetto alle meschine personali rivalse contro lo zione angariatore e il cuginastro troppo fortunato?
Chi scrive ha meditato sui misteri della morte e della vita leggendo capolavori di Barks come "La sposa persiana" (W OS 275-02, su "Topolino" 18 e 19, "Albi della Rosa" 73, volume "Noi Qui Quo Qua" e più recentemente "Zio Paperone" 25) e "Re Paperone I" (W US 71-01, disegnata da Tony Strobl, "Topolino" 644 e più recentemente "Zio Paperone" 35). Di fronte a quelle situazioni coinvolgenti, che "trasgressione" si può trovare nelle sparatorie tra Evroniani e Xerbiani, mera routine per chi abbia seguito con una certa costanza film e telefilm polizieschi...?
Il primo numero di PK2Forse il dubbio è venuto agli stessi sceneggiatori di PKNA (peraltro nel frattempo purtroppo abbandonati dal più innovatore fra loro, il grande Tito Faraci); o forse i paradossi temporali non erano ormai più gestibili, o magari si temeva di non riuscire a costruire situazioni abbastanza nuove sui soliti scontri con gli Evroniani. Fatto sta che nella seconda metà del 2000 i vari filoni lungo cui correvano le trame hanno cominciato ad esser chiusi. E con l'inizio del terzo millennio si è aperto una nuovo corso per l'eroe mascherato, ben segnalato addirittura da un cambio di testata (PK2 in luogo di PKNA) con la numerazione che a Gennaio 2001 è ripartita da 1. La strategia editoriale sembra richiamare morbidamente i Manga giapponesi, con una narrazione che procede linearmente e senza fretta di numero in numero. Del resto, quasi contemporaneamente la Disney italiana gioca la carta del "Manga occidentale" anche per il pubblico femminile, lanciando nell'Aprile 2001 il mensile "Witch".

In ogni caso, dopo oltre trenta anni dalla sua creazione, il personaggio Paperinik rimane estremamente vitale, con due riviste mensili a lui dedicate in Italia e una buona presenza in molte nazioni europee. Il nostro eroe ha fatto persino una timida comparsa negli Stati Uniti: sulla rivista tascabile "Disney Adventures", infatti, nel 1999 sono apparse alcune puntate di una storia in cui Paperino diveniva "The Duck Avenger" ("Il papero vendicatore") per salvare il mondo dai cattivi invasori spaziali, opportunamente istruito da Pico De' Paperis attraverso una simpatica piccola ape... Un Pikappa all'acqua di rose, come avrete capito, che ad ogni modo è subito rimasto travolto dalla più generale crisi che ha provocato la fine delle pubblicazioni per tutti i fumetti Disney negli USA.

Per tornare all'Italia, bisogna comunque prendere atto che esistono almeno tre Paperinik: quello originale sceneggiato da Guido Martina, diabolico e vendicativo in conto proprio, del tutto scorretto per i canoni pedagogici della Disney Italia; quello più tardo sceneggiato da Concina, Pezzin e altri autori che, per quanto bravi, lo hanno in buona parte snaturato facendolo diventare (non si sa come, non si sa quando) un giustiziere mascherato al servizio di Paperopoli; quello, almeno in apparenza innovativo, della Paperopoli postmoderna descritta in PKNA-PK2. Ciascuno scelga il suo preferito; a mio parere, sulle storie di Pikappa restano, pesanti come macigni, tutte le perplessità che sorgono dinanzi a qualsiasi supereroe: Extransformer, Pi-kar, telecomandi morfosimbiotici... Mah! Io personalmente non scambierei mai e poi mai con questa attrezzatura un bel paio di stivaletti a molla!

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Autore - Riferimento:
Per le immagini:
Marco Barlotti
http://marcobar.cce.unifi.it/Fumetti
Marco Barlotti & Silverware
Editing:
Scopri tutti i dettagli sulle origini di PK:
Silverware Paperinik il Diabolico Vendicatore
http://digilander.iol.it/Freckles/paperinik/paperinik.htm
(Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2001)