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Una mattina di circa tre settimane fa, due tizi appassionati di fumetto che si chiamavano Silverware e Rita Micozzi si alzarono dal letto convinti di poter fare qualcosa di bello. Studiavano tutti e due alla Scuola Internazionale di Comics: lui aveva terminato il corso di sceneggiatura, lei stava facendo quello di fumetto. Si volevano bene, e insieme avevano a lungo lavorato a una storia su Lyla, una bella storia, che avevano intitolato Il Sapore della Notte: poiché sapevano che la scuola organizzava ad ogni sagra del fumetto un'esposizione con i lavori degli allievi, pensarono che poteva essere un'ottima occasione per mostrare a tutti il proprio lavoro, e quello di altri ragazzi come loro, dotati di talento e desiderosi di emergere. Insomma, i PKERS...
Volete sapere come finisce questa storia? Non lo sappiamo ancora neanche noi. Però possiamo raccontarvi com'è andata... quella che segue non è altro che la PURA CRONACA di convulsi giorni pieni di speranze, delusioni, arrabbiature e tranquillanti in quantità industriale. Non è intesa come atto diffamatorio, bensì come esercizio del diritto di informazione che ognuno ha.
Circa alla metà di Ottobre 2002, io e Rita ci recammo al cospetto di Giorgia Caterini, figlia del direttore della Scuola Internazionale
di Comics e responsabile dell'organizzazione della mostra degli allievi, con un bel pacco
di disegni, quasi tutti quelli del sito. La nostra intenzione era di esporre qualche
tavola da ISDN e le due colorazioni al computer di PK Battlecry e Trauma SE4, a cui
avevano lavorato anche Morpheu5 e Assirelli.
La Caterini fu molto gentile e guardò tutti i nostri disegni, dicendo che li aveva
trovati carini, e ci concesse uno spazio di ben 6 tavole allo stand della scuola per
esporre, affermando (Rita mi è testimone) che non c'erano problemi di copyright. E'
importante sottolineare che si trattava di una mera esposizione, non c'erano fini di
lucro, e questo fu detto chiaramente.
Potete immaginare la felicità, l'entusiasmo, le grandi speranze: ci avevamo creduto e ce
l'avevamo fatta! Fu bellissimo. Per circa due settimane.
Ci avevano chiesto due cose: fotocopie delle tavole inchiostrate (erano ancora a matita) e stampe in alta qualità dei disegni colorati al computer, che avevamo portato su carta fotografica ma in bassa definizione. Ovviamente io e Rita ci mettemmo subito all'opera. Mentre io a Roma impazzivo per trovare una copisteria o studio fotografico in grado di stamparmi le tavole come volevamo, perdendo una settimana e buttando circa 10 Euro inutilmente (ho deliziato in Pkeri con i dettagli delle mie peripezie), lei inchiostrava le quattro tavole scelte con tutto l'impegno possibile. Infine a Montegiorgio troviamo un fotografo decente e riusciamo a stampare Pk e Traumone, mentre la sera a casa di Rita stampiamo le copie inchiostrate col lettering. Tutto pronto, insomma: nonostante le incazzature e le difficoltà, eravamo nei tempi stabiliti.
Torno a Roma - era il 30 ottobre, se ben ricordo - e baldanzoso e gasato, ma con una vocina dentro di me che mi suggeriva di non gioire fino all'ultimo, mi reco alla scuola di comics per consegnare le tavole, solo per trovarmi davanti alla Caterini che se le prende e mi dice improvvisamente che NON SANNO se potranno esporle perché devono appurare eventuali problemi di copyright. Ribadii che non ci dovevano essere problemi perché non volevamo vendere questa storia, ma fu inutile. Dopo che la cosa era sembrata sicura, potete capire la delusione e la rabbia che io e Rita provammo: bisognava aspettare una settimana per la risposta, e così, aspettammo. Nel frattempo ci informammo presso diverse fonti, da sceneggiatori e disegnatori dell'ambiente, e anche da un avvocato, e tutti ci dissero che non c'erano problemi, che si trattava di un puro esercizio scolastico senza fini di lucro e quindi liberamente esponibile, e che la scuola non aveva motivo legale di negarci l'esposizione. Tanto per essere sicuri, ritelefono alla scuola dichiarandomi disponibile a firmare una dichiarazione in cui mi assumevo io personalmente tutta la responsabilità legale della cosa, mettendoli così al riparo da eventuali ipotetici problemi.
Lunedì mi telefona Roberta, la segretaria, che mi informa cortesemente che non avrebbero potuto esporre le tavole con la blanda spiegazione che si andava comunque a toccare un trademark e la scuola non voleva averci niente a che fare. Tentai nuovamente di spiegare che era una cosa assurda e la legge diceva un'altra cosa, ma oramai la scuola aveva preso la sua decisione e parlarne con lei era inutile. L'unico modo per fargli cambiare idea era che io ottenessi il permesso direttamente dalla Disney! Telefono di nuovo al mio avvocato che si dichiara esterrefatto ed è disposto a parlare direttamente con la Caterini; poi, non pago, scrivo un'accorata e-mail direttamente a Claretta Muci chiedendole questo permesso. Va detto che in questa storia si è dimostrata molto più gentile e collaborativa la Disney della Scuola di Comics! Infatti Claretta, nonostante tutto quello che abbiamo sempre detto di lei, ci ha risposto dicendo che non era lei competente per dare questi permessi e avrebbe inoltrato la cosa al direttore della divisione Magazine - probabilmente non avremo altre risposte, ma se non altro un riscontro lo abbiamo avuto e onestamente è più di quanto ci aspettassimo.
La mattina dopo, decisamente triste e molto arrabbiato, RITELEFONO alla scuola e dopo oltre 10 minuti di musica classica per telefono riesco a parlare con la Caterini, con la quale finisco per litigare quando dico che mi hanno preso in giro fin dall'inizio. Mi sento rispondere che non ci aveva promesso niente, che si è "scocciata" di sentirmi, che devo piantarla di insistere, che la scuola è sempre e comunque dalla parte delle case editrici e tutela gli allievi finché non si mettono contro le case stesse, che ormai hanno preso una decisione aziendale, e perfino che farei meglio a trovarmi un altro avvocato e che si rifiutava nel modo più assoluto di parlarci direttamente. Peccato non aver registrato la telefonata, ma parola mia è tutto vero.
Attacco minacciando di fargli scrivere dall'avvocato, cosa detta in un momento di
rabbia che poi in effetti si è rivelata impossibile in quanto mancavano i presupposti
legali per intentare causa, non avevamo nessun accordo scritto e la scuola è comunque in
diritto di prendere queste decisioni se lo ritiene necessario. Quello che però mi faceva
più arrabbiare è che la cosa è stata ingiusta, in quanto non ha avuto una vera base
giuridica, e di questo ne erano convinti tutti tranne la direzione.
Ma non mi arrendo: parlo con uno sceneggiatore Disney, il quale mi spiega come in effetti
io e Rita siamo stati incastrati in un vuoto giuridico, non si sa se volutamente o no.
Infatti la Disney NON PUO' rilasciarci questo permesso che la scuola ci ha chiesto,
perché le nostre tavole non sono state commissionate da loro, non gli appartengono, è
come se per l'azienda non esistessero, e quindi anche se per assurdo Disney volesse
aiutarci non ha l'autorità LEGALE per farlo! In pratica, ci è stata chiesta una cosa
impossibile! La cosa avrebbe avuto senso se ISDN fosse stata realmente commissionata
dalla Disney, e allora sì, avremmo dovuto chiedere il permesso per esporla: ma poiché è
un nostro prodotto, è fuori dalla loro giurisdizione. La scuola avrebbe dovuto
permetterci di esporla senza bisogno di alcun permesso. Roba da diventarci matti!
E così, era finita? Sembrava. Ma uno spirito come quello che ci anima si rifiuta di arrendersi. Ho deciso che avremmo lottato fino all'ultima risorsa pur di spuntarla, e così è stato.
Giorgio Pedrazzi, il mio maestro di sceneggiatura, mi passa il numero della segreteria di Expocartoon. L'8 novembre di mattina riesco a parlare con Rinaldo Traini in persona, il quale con molta disponibilità e cortesia ascolta il nostro caso. Gli chiedo se può fornirci LUI, alle sue condizioni e dovunque voglia, un piccolo spazio per esporre queste tavole e realizzare questo nostro sogno. Certo, la mostra è già piena e a stento trova spazio per le SUE tavole, ma alla fine mi promette di fare il possibile: se mi presento da lui col materiale il giorno prima della manifestazione cercherà di trovarci un posto!
Quindi, la fine di questa vicenda la sapremo solo il giorno prima della mostra. Restate sintonizzati su PKERS e collegatevi tra il 20 e il 21 novembre. Ci saremo o non ci saremo? BOH!
A prescindere dall'esito, desideriamo ringraziare le seguenti persone:
Vada come vada, ci riteniamo soddisfatti di noi stessi, per come abbiamo lottato per ottenere quello che in fondo ognuno di noi vorrebbe per il suo lavoro.
Un po' di dignità.
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